I Forum di
Gnomiz ![]()
| Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione |

Colti in flagranza di Cultura di Annacarla Albertini 
Cari Videum,
cè in giro un concorso sul
"mejo" sito culturale in Rete. Munifico censor-curatore
di cotanto premio intelletual-letterario-pensieroso-antologico et
poetico è Alice, il Sito, tanto per intenderci, legato alle mie
adorate "Messaggerie del Libro", senza le quali nessuno
scritto avrebbe speranza di distribuzione non dico dal Manzanarre
al Reno ma anche solo da Cesano Boscone fino a Pinerolo.
Rassicurata da tanto generoso et potente garante ("Le
Messaggerie" sono sempre una certezza: inamovibili come la
Rocca di Gibilterra, inattaccabili come la virtù di una donna
pelosa e poi il loro sottotonissimo Amministratore Delegato deve
essere anche un lontano parente di una mia cugina di quarto grado
da parte del terzo marito di mia madre), rassicurata, dicevo,
sono entrata in Alice: il paese delle meraviglie. Ero gravata
infatti dalla leopardiana illusione che se qualcuno si sceglie un
nome come questo significa che una congenita, anche se piccola,
predisposizione ai cappellai matti, ai gatti che sorridono e ad
altre amenità legate alla matematica e al tempo (sto parlando di
Kronos e non del Meteo) deve pure averla. Cari Videum, nuntio
vobis che il concorso cè ma, orrore degli orrori e, mia
massima mortificazione, tra i siti culturali selezionati dalla
sventata Alice non cè Gnomiz! Se qualche Videum di matrice
alberoniana può non stupire davanti a questa assenza, altri,
come me (circa 120.000), meno illuminati e assai meno colti,
strabiliano e vagolano alla ricerca dello Gnomiz bistrattato
ponendosi, nel contempo, la struggente domanda: "Forse che
Gnomiz con i suoi cinquemila libri, la sua Biblioteca, il suo
periodico dai mille interventi e il forum (uno dei pochi sulla
Net italiana dove non si soffra di solitudine) sia solo il figlio
della portinaia? Che ha fatto Granetto? ha rotto gli zebedei a
qualche presidente o si è messo le dita sotto il naso
allisola di San Giorgio? Se qualcuno ricco di fantasia (in
mancanza vanno bene anche le informazioni aziendali e i
pettegolezzi da vernissage) riuscirà a diradare la mia ignoranza
in materia riceverà,oltre alla mia gratitudine, anche un colino
da tè in silver plate, sperando che, almeno per questa volta, il
coniglio non sia in ritardo.
Lunga vita alla rete e per citare in completo scazzo Goering
:"Quando sento qualcuno parlare di Cultura, la mano mi corre
al revolver!" Annacarla Albertini. Gentile
Annacarla, apprezzata da me a tal punto che più di uno
sconsiderato ha avuto il buon tempo di confondermi con Lei, che
dire della Sua segnalazione? Che dire della dimenticanza di Alice, se non che la distrazione rende più
vezzose le donne e ne copre talvolta, pietosamente, l'ignoranza?
Solo per Lei, for your eyes only, mi invento un alloro; la
corona, come sempre, ce la mette lei. A presto Grazia Colombo
Greater Earth di Adriano Autino
Cari Luigi e Grazia, Il Manifesto filosofico
della Greater Earth e' finalmente stato approvato dai suoi
promotori, dopo una gestazione, condotta esclusivamente via
e.mail, durata circa 6 mesi. Il risultato lo potete trovare, per
adesso, all'indirizzo http://www.canavese.it/autino/ge_manif.htm
in attesa che la Greater Earth abbia un suo web site
indipendente. Il Manifesto non e' ancora pubblico. Mi piacerebbe
avere un vostro commento e, spero, la possibilita' di potervi
citare tra i sostenitori della Greater Earth! Lo leggeremo con attenzione e
speriamo d'essere all'altezza del tuo ottimismo tecnologico Luigi
Granetto e Grazia Colombo
Galante/Merenda di Giancarlo Norese
(Il sito di Giancarlo Norese)
Domenica 7 giugno 1998, alle ore 17 nello spazio di CARE
OF ci sarà un incontro galante/merenda cui sei
invitato,
per la presentazione degli atti del convegno tenutosi al Link di
Bologna:
"COME SPIEGARE A MIA MADRE CHE CIO' CHE FACCIO SERVE A
QUALCOSA?" a cura di S. Falci, E. Marisaldi, G. Norese, C.
Pietroiusti, A. Radovan, C. Viel, L. Vitone ed. I Libri
di Zerynthia/Charta, 1998
12x20 cm, 208 pp., 30 ill. nel testo all'interno: Progetto Oreste
0 (zero) 40 pp., 49 ill. nel testo
Ci sarà un video di Mario Gorni con le interviste di Emanuela De
Cecco girato in quell'occasione. Hanno partecipato: Cesare
Pietroiusti, Federico Pagliarini, Federico Tanzi-Mira, Stefano
Arienti, Eugenio Giliberti, Fabrizio Basso, Marco Vaglieri,
Giancarlo Norese, Luca Vitone, Emilio Fantin, Sabrina Mezzaqui,
Anteo Radovan, Zerometriquadri, Salvatore Falci, Roberto Cascone,
Laura Ruggeri, Luca Bertolo, Stalker, Mauro Maffezzoni, Eugenio
Mastrorocco, Eva Marisaldi, Bruna Esposito, Brigata Es, Francesco
Arena, Gianluca Cosci, Pino Boresta, Marco Cordero, Giovanni Bai,
Cesare Viel, Liliana Moro, Grazia Toderi, Boris Bakal, Manuela
Cirino, Pietro Fortuna e Arianna Vennarucci, Luca Scarabelli,
Andrea Sperni, Alessandra Spranzi, Alessandra Tesi.
Care of-via Zucchi, 39/G-20095 Cusano Milanino-tel/fax 02 6197359
e-mail: careof@tin.it
Novità Editoriali: Editoriale Scienza di Tiziana Ciancetta
Vi manderemo senz'altro il nostro catalogo (ormai quello
del 2° semestre che sarà stampato a giugno). Guarderemo
senz'altro il vostro sito: grazie per averci inserito. Cordiali
saluti e buon lavoro! Tiziana Ciancetta
Editoriale
Scienza Via S.Francesco 62, 34133 Trieste-tel. 040/637683
- fax 637433- email: escienza@spin.it
Fra i
libri dell'Editoriale Scienza, Casa Editrice specializzata nella
divulgazione scientifica per ragazzi,
Gnomiz segnala:
"CHE
SENSO HA?"
- Esperienze sui nostri sensi e su quelli dei nostri dissimili
di Paola Pacetti e Massimo Marcolin,collana Explorabook, 114
pagine + Cd Rom, lire 49.000, EditorialeScienza/Giunti novembre
1997 Il primo libro interattivo per tutta la famiglia! Nascedalla
mostra I sensi del mondo, già presentata a Bologna lo scorso
maggio e che ora è a Firenze, nella Cripta di S. Croce. Non è
solo un libro da leggere, è soprattutto un libro da esplorare;
un testo con cui si può imparare, divertendosi, a scoprire,
attraverso le immagini e i giochi educativi, le mille magie della
scienza. Le esplorazioni sensoriali continuano nelle tre
"missioni interattive" contenute nel CD-Rom allegato.
(PREMIO ANDERSEN 1998)
"OROLOGI
a Sorpresa",
lire 22.000. La storia del calendario e dell'orologio, dalla
meridiana agli Swatch.
Nel cassetto: una clessidra e una meridiana da tasca con bussola
incorporata.
"ILLUSIONI
OTTICHE"
a Sorpresa, lire 22.000. Come funzionano occhio e vista, come
interpretano forme e disegni. Nel cassetto: una trottola, dischi
colorati, pellicole trasparenti per creare illusioni ottiche.
"PREISTORIA
a Sorpresa",
lire 22.000. La vita quotidiana dei nostri antenati. Nel
cassetto: le riproduzioni di alcuni attrezzi preistorici.
"LUCE
a Sorpresa",
lire 22.000. Per scoprire la luce in tutti i suoi aspetti, capire
come viene usata nella scienza e
nella vita di tutti igiorni. Nel cassetto: un prisma e due lenti
per ripetere l'esperimento di Newton.
"ULTIMISSIME!" Come fare e disfare il
quotidiano
di Linda Granfield, collana Scienza a merenda, pagine 72, lire
14.500, Editoriale Scienza 1998.
Prove di scrittura di Giuseppe Marchetti
Pubblico qui di seguito le prove di scrittura di Marchetti con le
note di Aldo che me le ha mandate.
Caro Granetto, ho scoperto un talento. E' giuseppe di Yahoo che
ha scritto queste perline:
LA STAZIONE
CENTRALE
Un rumore di ferraglia, lo stridere dei freni sui binari
malfermi... un treno che si arresta senza nemmeno deragliare...
poi un breve silenzio, il suono lungo delle porte a pressione che
si aprono e il caos che deflagra. E' arrivato il diretto da Lodi
delle 7.03, e la lunga giornata della Stazione Centrale è
incominciata. Subito la voce metallica dell'altoparlante
commemora l'evento: "Il diretto da Lodi delle ore 7.03 è
fermo al binario 12." Alcuni passeggeri sorridono
compiaciuti: in fondo si parla di loro. Per un homeless sdraiato
su una gelida panchina di marmo, invece, quell'annuncio significa
la fine della calma notturna. Il caos si irradia come un fungo
atomico: treni arrivano, altri partono, l'altoparlante non dà
tregua, valigie cozzano l'una contro l'altra innescando
scintille, frettolose scuse e sommessi ringhi... Il turista in
arrivo nella capitale del nord se la trova di fronte - immensa,
caotica, sporca, piena di gente e vuota di umanità - e sa già
cosa aspettarsi dalla città: la Stazione Centrale è l'atrio di
Milano. Annunciati da un impeccabile altoparlante poliglotta,
ecco quindi entrare, uno dopo l'altro, gli inquilini della
capitale morale d'Italia:
1) I giapponesi. Ormai
rappresentano la razza statisticamente preponderante a Milano.
Con ogni probabilità, fanno del capoluogo lombardo l'ultima
tappa di un safari africano, visto che si presentano con bermuda,
cappello di paglia e macchina fotografica a tracolla. I
giapponesi si muovono solo in branco (non meno di venti
individui). Tra di loro, uno solo è in grado di comunicare con
l'esterno. In genere, costui si vanta con gli altri di conoscere
bene l'italiano, e solo per questo gli è stato concesso di
unirsi alla comitiva. Quando si tratta di chiedere dove sia
piazza del Duomo, si fa avanti mostrando sicurezza e domanda:
"Uer è chi mi-san squer do domo?". Di norma si rivolge
ad un emigrante pugliese, che parla solo il dialetto di Modica.
La risposta tipica è "Se la femmena ? da puoche, mittegghie
a ma' la lana e lu fuoche", al che il giapponese annuisce
soddisfatto e guida festante il gruppo verso un binario tronco.
2) Gli impiegati. Vestono, in
ogni stagione, con un soprabito lungo, un completo grigino o
giallo e una camicia bianca. Per ragioni ancora da accertare,
possiedono un solo paio di calzini decorosi, che riservano per le
feste, per cui nei giorni feriali ne indossano un paio di colore
viola. Per lo più, sono dotati di occhiali e leggermente
stempiati, mentre è acclarata la presenza di forfora sul
soprabito. Gli impiegati viaggiano in gruppetti di 3-4 persone al
massimo, tra cui generalmente un esemplare di sesso femminile,
che a prescindere dall'età e dall'aspetto fisico eccita
l'istinto predatorio dell'impiegato maschio.
3) I top manager. Si distinguono dai precedenti
per pochi ma decisivi particolari: i calzini in tinta con la
cravatta (di seta), il telefono cellulare che inizia a squillare
sin dalle sette e il computer portatile aperto sulle ginocchia,
su cui impazzano furiose partite a tetris. Il top manager ? per
indole abbastanza solitario e comunica solo col cellulare o via
Internet, per lo più esprimendosi con un peculiare miscuglio di
monosillabi poliglotti ("Hallo? Boston? Monsieur Jamet? Wie
gehts? Il 4%? Jamais! Never! Cazzo! Hiho de puta! Enschuldigung.
Bye."). Una volta sceso dal treno, il top manager litiga
furiosamente con un addetto FS per motivi pretestuosi, insulta i
nostri governanti ed esce dalla stazione inneggiando alla
monarchia.
4) Gli studenti. Alcuni treni,
per lo più intorno alle 8.00, sono quasi completamente devoti al
trasporto di studenti. Fondamentale è la distinzione tra
studenti liceali - che vestono con jeans, maglioncino, Nike,
zainetto Invicta e parlano di "quella stronza di
inglese" e studenti universitari - i quali indossano
pantaloni casual, girocollo leggero, Tod's, portano una valigia
di velluto e parlano di "quello stronzo di filologia
romanza". Alcuni studenti viaggiano da soli, seminascosti in
un angolo del vagone, e sono in grado di imparare a memoria due
canti dell'Inferno nel tratto Monza- Milano; altri si chiudono in
gruppo in uno scompartimento, dove indulgono ad arcane pratiche
magiche per attaccare il malocchio alla prof di matematica; altri
ancora, infine, scoprono nuove dimensioni della spiritualità,
impegnandosi a presenziare alle messe di tutto l'anno in cambio
di un sette in latino.
5) I bambini in gita. Terrore
di ogni viaggiatore, mina vagante delle FS sono i bambini in
gita. Ogni tanto, senza alcuna logica apparente, un maestro
elementare decide di portare i suoi alunni in gita, sceglie del
tutto casualmente un treno e condanna i suoi passeggeri alla
mezz'ora più lunga della loro vita. Nel corso di un viaggio
medio, un bambino non sedato è in grado di: correre per 87 volte
l'intero corridoio del treno, avanti e indietro (distanza pari a
un quarto dell'equatore terrestre), abbassare i finestrini di
ogni singola carrozza, martoriare i calli di tutte le signore
anziane presenti, strappare e danneggiare irreparabilmente il
parrucchino di un distinto banchiere, allagare un paio di bagni e
condannare il capotreno all'immediato ricovero presso una clinica
neuropsichiatrica. Per fortuna, una volta scesi dal treno, i
bambini si quietano, vinti dalla meraviglia di fronte alla grande
metropoli.
6) I piccioni. Si ignora con che treno viaggino,
ma di certo la Stazione Centrale ne è piena. I piccioni della
Centrale hanno caratteristiche tanto peculiari che i più recenti
manuali di ornitologia li classificano come specie a se. La
particolare alimentazione a cui sono costretti (si nutrono
esclusivamente delle focacce rafferme del Duty Free), ha infatti
indotto una mutazione genetica che ha annullato ogni naturale
istinto di solidarietà (arrivano a sgozzarsi per una briciola di
focaccia con le cipolle), li ha imbruttiti, resi grassi, poco
reattivi e fondamentalmente idioti. In altri termini, si sono
adeguati alla fauna circostante. Interessante è l'interazione
tra piccioni e giapponesi. Di solito la cosa si svolge così: il
giapponese - che per oscure ragioni vuole farsi fotografare con
un piccione in mano - si avvicina con delle invitanti briciole
marce sul palmo della manina. Il piccione spicca un goffissimo
accenno di volo, manca il bersaglio e cade a terra. Il giapponese
scoppia a ridere, facendo cadere a terra tutte le briciole. Il
piccione si avvicina alle briciole e fa per cibarsene. Il
giapponese si infuria, tenta si scacciare il piccione con un
calcio, scivola sull'infido pavimento di marmo e casca in terra.
Il piccione si spaventa e scappa. Il giapponese si rialza, cerca
un altro piccione e la scena riprende da capo.
E-Mail di Aldo a Marchetti:
Io sono l'ultima persona adatta ad esprimere un giudizio
letterario ma personalmente trovo le noticine molto divertenti.
Ha intenzione di redigere Le Pagine Gialle dell'Umanita' e quindi hai pronto un commento per ogni
categoria? Vuoi che qualcuno legga il tuo materiale dandoti
qualche consiglio sulla confezione? Vuoi pubblicarlo? Posso farlo
girare sui siti degli amici?
Fammi sapere.
E-Mail di Marchetti ad Aldo
Caro Aldo, il tuo parere mi onora, davvero. Non vorrei, però,
che tu avessi equivocato: io sono solo un dilettante, nel senso
più puro del termine (perché mi diletto a scrivere, intendo).
Adorerei che questa passione avesse un qualche sbocco
professionale, ma non ci faccio ormai troppo affidamento. Le cose
che ti mando sono (per dirla col linguaggio da nerd che ormai sto
assumendo lavorando a Yahoo!) public domain: mandali a chi vuoi,
e se qualcuno vuol darmi consigli, posso solo ringraziarlo.
Infine: credo proprio che continueremo a scambiarci le nostre
cazzate, magari alla ricerca della Cazzata Suprema.
Ciao, e grazie di tutto.
E-Mail di Aldo a Granetto
ALLORA, CARO GIGI, CHE NE DICI DI METTERLO ON LINE DA
QUALCHE PARTE PER INVOGLIARLO A SCRIVERE ALTRE COSE DIVERTENTI?
UN ABBRACCIO
Sconsiglio Marchetti dal
rinunciare alla scrittura, continui per tutti noi questa pratica
viziosa e vitale. Luigi Granetto
Contro la stupidità di Carl William Brown
Spettabile Redazione, l'undicesima edizione del salone del libro
di Torino si e' conclusa con un vasto successo di pubblico e
questo dovrebbe rendere felici tutti gli operatori del settore.
Nel suo piccolo anche Carl William Brown in qualita' di
professore e di scrittore ha cercato di dare ampio risalto alla
manifestazione sia nella sua citta' di residenza, sia al Salone
stesso dove ha distribuito ai vari espositori una lettera
informativa sul suo operato e sulle sue associazioni. Essendo
pero' improbabile che la stessa abbia raggiunto le varie
redazioni, chiamiamo in aiuto la posta elettronica e per vostro
diletto ve la facciamo pervenire, con la speranza che tra i
50.000 nuovi titoli che si pubblicano ongni anno in Italia, prima
o poi ci siano anche quelli di Carl William Brown. Nell'augurarvi
buon lavoro colgo l'occasione per porgervi i miei piu' cordiali
saluti.
L'ASSOCIAZIONE PER LA RICERCA E LA LOTTA CONTRO LA
STUPIDITA' VI RICORDA CHE
Chi non agevola le opere contro la vanita', lindifferenza,
la meschinita' e la banalita', si schiera necessariamente a
fianco della tremenda divinita'. E' chiaro che uno scrittore ha
bisogno degli editori affinche' le proprie opere possano
raggiungere i lettori e assurgere cosi' ad una vita reale, ma
cio' non e' sempre agevole. Gli editori spesso, come diceva
Bompiani, sono fatti piu' di difetti che di pregi, tanto che lo
stesso Goethe auspicava per questa categoria persino un inferno
su misura. Del resto come sostiene anche Luigi Malerba il
rapporto tra editori ed autori non e' mai stato dei piu' facili,
tanto e' vero che qualcuno e' arrivato persino a dire che e' piu'
facile camminare con Gesu' Cristo sulle acque che a fianco di un
editore.
Certo nel frattempo le case editrici aumentano, tuttavia pero' a
fronte di 280.000 titoli in vendita in Italia il 35% di questi
resta completamente invenduto mentre il 40% ne vende solo una
copia: risulta quindi piu' che mai evidente che la situazione
sembra quasi una specie di pressante ed invitante istigazione a
delinquere, e forse tra un po' gli scrittori per sopravvivere
dovranno realmente trasformarsi in rapinatori. Per porre rimedio
a tutto cio' gli editori cercano sempre piu' di diventare in ogni
modo solamente dei furbi tipografi, come li ha definiti Einaudi,
forse ispirato da un suo direttore, tale Piero Gelli, che nel
1992 affermava orgoglioso sulle pagine dellIndipendente:
"Non ho mai pubblicato l'inedito di uno sconosciuto";
comunque nonostante il serio impegno profuso da piu' fronti il
60% della popolazione continua indisturbato a non leggere neanche
un testo e solo il 6% ne legge invece piu' di tre in un anno.
Gentili visitatori, pigri lettori e fiduciosi espositori visto
che comunque per il momento le nostre idee e le nostre opere non
possono essere presenti sotto forma di testi in questo salone,
non ci rimane che invitarvi ad esplorare su internet il sito del
DAIMON CLUB dove potrete trovare sia gli scritti di Carl William
Brown, sia una serie di altri spazi virtuali e di varie
iniziative progettate proprio per far intervenire i navigatori e
per dare a tutti coloro che lo vorranno i mezzi necessari per
combattere la stupidita'. Ringraziandovi dunque per l'attenzione
mi permetto di augurarvi allo stesso tempo buon divertimento: http://users.iol.it/cwbrown
Carl William Brown, l'erede di Erasmo, Swift,
Voltaire, De Sade, Breton, Marx, Freud, Nerval, Baudelaire,
Nietzsche, Shopenhauer, Kraus, Bloy, Chamfort, Rimbaud, Russell,
Shakespeare, Canetti, Cioran, Mikes, Heine, e molti altri vi
invita a contribuire con serieta' alla lotta contro la
stupidita'. Dedicato alla stanca umanita' che mi ha consentito di
diventare uno studioso ed un antagonista della subdola ed ubiqua
stupidita' che va in ogni caso combattuta con qualsiasi
attivita'.
Corrado Staiano dice che nella letteratura, come del resto tra
gli intellettuali di questa societa', c'e' carenza di passione,
c'e' acquiescenza, e questo perche' non nascono piu' ribelli.
Ecco Carl William Brown e' un ribelle che vi invita a leggere i
suoi aforismi per far si che possiate dar voce alla sua protesta.
Ormai l'unica vera forma di provocazione letteraria non puo' che
essere l'omicidio. La lotta. Per questo gli aforismi di Carl
William Brown vi insegnano a combattere, per aiutarvi ad essere.
Il mestiere di uno scrittore deve essere quello di diffondere le
proprie idee, persino a costo del sacrificio della propria vita
e, se necessario, anche di quella degli altri! Del resto
l'assassinio non era gia' stato considerato come una delle belle
arti. Non leggere puo' anche uccidere, in quanto chi scrive,
vendendo poco, potrebbe anche incazzarsi e di conseguenza
decidere di lasciare ai posteri un ricordo abbastanza macabro
della sua produzione. In ogni caso la cultura serve a far
diminuire il crimine o perlomeno ad elevarne la qualita'. Il
linguaggio serve a comunicare e comunicare significa mettere in
comune, ma se qualcheduno non vuole proprio collaborare e
abbandonare cosi' il suo egoismo, allora anche la parola non
serve piu'. E ricordatevi sempre che tutti dobbiamo sottostare al
potere di qualche autorita', e anche i piu' potenti alla fine
dovranno comunque piegarsi alla volonta' delluniversale e
assurda stupidita'. Il supremo intento dellopera di Carl
William Brown e della sua Associazione per la Ricerca e la Lotta
contro la Stupidita' e' quello di fornire per leternita' un
sublime antidoto contro la nefasta divinita'.
http://users.iol.it/cwbrown / http://www.geocities.com/Athens/Forum/6856 / daimonclub@usa.net / carlbrown@geocities.com
Diceva mio nonno "un
po' di Mona non fa mai mal a nessun" e Brassens, che aveva
scoperto il valore poetico della "stupidità"
dichiarava "di mettersi l'intelligenza nelle mutande".
Tutti e due non avevano però "supremi intenti" e non
avrebbero mai usato la parola "nefanda" (ne-fandus,
gerundio di fari "parlare" -di cui non si può parlare)
per inveire contro una "divinità" figlia del dio
latino "stupidum" il dio dello sbalordimento fratello
dello stupore e forse della meraviglia. Fra un atto eroico di
genialità e un' incazzatura per mancato suicidio, Carl William
Brown cerchi anche di ridere un po'. Suggeriamo a Lui e ai suoi
intellligentisssssimi discepoli la lettura dei nostri
epistoesercizi http://www.bis.it/gomiz/vox/vox1.htm Luigi Granetto
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