I Forum di
Gnomiz ![]()
| Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione |

Il Maestro di Margherita di Annacarla Albertini
Carissimi Videum mi è talvolta capitato di notare che
la modestia confonde gli ascoltatori e fa pure nascere un lieve
fastidio in quanti beneficiano e parimenti scontano le
conseguenze di un ego se non originale quantomeno unico; come si
faccia, poi, ad essere unici senza essere anche originali questo
qualcuno me lo deve ancora spiegare! ma trattandosi di quesito
che spazia in più ambiti di sapere: dalla filosofia,
allescatologia, dalla genetica alla semiologia, qualche
buon Videum forato avrà spero la bontà di illuminarmi in merito
al paradosso sopra indicato. Ritornando alla modestia e sapendo,
non essendo ne Santa ne sufficientemente insicura, di essere
portata a una sana e gioconda presunzione, non vi dico la vampata
di calore che le esternazione di Muti hanno regalato alle mie
ormai fragili ossa. Per una volta tanto sono daccordo con
un ricco e famoso! non perchè i ricchi e famosi dicano sempre
delle cazzate, tuttaltro! ma perchè, solitamente, se si
vuole continuare ad essere ricchi e famosi vale il detto
"meglio unovvietà apodittica che una verità"!
Comunque il mio nome legato a quello del Maestro mi ha riempito
di giustificato orgoglio, aumentato, se possibile, dalla
condivisione involontaria dellostracismo verbale della
stampa e, a quanto leggo sul forum, anche di quanti, giornalisti
avvezzi da anni al rumore delle rotative, si sono avventurati
pure sulla Rete, dove tengono rubrichine per signorine di buona
famiglia, modello Donna Letizia, che trattano argomenti spinosi
ma in modo da non contrariare nessuno. Ma forse ho peccato di
approssimazione e la mia spiega è stata insufficiente, è
probabilmente necessario infatti precisare che non è tanto
largomento in sè a provocare i famosi indegni silenzi
(santo cielo siamo uomini di mondo e parliamo anche di
profilattici!), quanto piuttosto è il modo; è il tono che
imbarazza, oserei quasi dire la qualità dello scritto che manda
nel panico il risponditore a pagamento.
Consiglio comunque, se si vuole facilitare una risposta già di
per sé riottosa, che a parità di contenuto si inseriscano un po
di "cazzo", "fanculo" e via dicendo; si abbia
, come dire, un approccio un po' rude alla comunicazione. Queste
interiezioni lungi dallalienarvi "gli esperti"
metteno invece a proprio agio i tenutari delle rubriche perchè
permetono loro di giocare al "Buon Opinionista", danno
a costoro lappiglio per buttarsi sulla forma e fottervi,
pertanto, sulla sostanza. Cosi miei cari Videum se proprio
ci deve essere una morale a questa favola senza cavalieri forse
potrebbe essere questa: "Se il silenzio non si vince con il
Pensiero tantomeno si vince con la buona educazione. Consapevole
di non aver dato soluzioni per bucare il muro di gomma e smuovere
a una reazione, fosse anche quella sbagliata, le penne di pietra,
nuntio vobis che un giornalista american, tal Steven Brill, ha
appena creato un giornale che denuncia gli
errori/orrori/nefandezze della stampa (della serie se la fanno e
se la dicono); una sorta di PressGate, almeno stando alle
dichiarazioni, con tanto di indirizzo internet (Brills Content).
Gli Italici, invece, capaci come sono di immensa autocritica
spontanea, continuano a fare a meno dei Brill, tanto
"cianno" lOrdine come garanzia! Lunga vita alla
Rete Annacarla Albertini
Riccardo
Muti alla Scala Rizzoli €
103,29 Grandissimo protagonista della
musica e della storia scaligera, Riccardo Muti è uno dei più stimati direttori
d'orchestra in italia e all'estero: la sua storia e i suoi successi,
indissolubilmente legati alla vita del Teatro alla Scala, in un prezioso volume
di grande formato corredato da un ricco apparato iconografico.
Annacarla Albertini nel Web: Musica
per sempre di Luzzato Fegiz, La
signora della rete su Gnomiz:
Pavarotti
o Fame!
Ligabue mi fa
Sesso
Rotativa
crudele
Alice.it
- Colti in flagranza di Cultura
Risolto
il mistero di Zelt Kleinemund?
Situazione
Manifesta
Bozze
e Apocrifi
Pronti
per la Quaresima?
Anima,
vagula, blandula
Il
nanetto in Home Page
L'Intimo
di pizzo
Il
Piacere di conoscere poco
Il
Piacere del Paradiso (su Giovanni Raboni)
Il Mito del Bersagliere
La colonnina infame
Fuochi fatui e pelle fresca
"Nuovo" per il dibattito su umanesimo e
scienza
Sofski e la violenza di Aldo
Caro Granetto,
Ogni tanto da questa distesa di cadaveri del pensiero, si alza
una mente eccelsa che enuncia novita' filosofiche sconvolgenti
come quest'ultima: "Siamo forse noi violenti?". Vedi,
caro Gigi, io a differenza di te sono avvantaggiato davanti a
questi filosofi, tipo W. Sofsky, nello stesso modo in cui i negri
forzati in America, senza conoscere Mozart o Boccherini, suonando
nuovi strumenti d'ottone si inventarono il Jazz. Anchi' io, che a
differenza di te, non conosco l'uomo, il suo valore filosofico, i
suoi scritti e l'apporto della sua filosofia nella storia
dell'umanita', posso soppesare senza remore il suo scritto e
domandarmi: "e allora?" Ma come dovrebbe essere l'uomo
animale, che a fatica si e' conquistato la posizione di primo di
una catena alimentare basata sull'uccisione di altri esseri
viventi per la propria sopravvivenza? Comportando l'uccisione e
il dolore fisico, ne consegue che il mantenimento della razza e'
sostenuto dalla sofferenza e dalla paura. Solo la paura della
sofferenza e della morte fa scappare la preda, questa paura
rimane l'unica strategia che la preda riesce ad elaborare per
sopravvivere; il predatore invece, per cacciare, deve elaborare
forme strategiche di pensiero utili alla cattura e all'uccisione
della preda e quindi: mors tua vitam meam? Ma un mondo creato con
queste ferree leggi, dalle quali deriva tutto quello che siamo o
che diventeremo, non dovra' forse porsi la scandalosa domanda, la
domanda che tutti si pongno in silenzio nel timore del rogo: MA
DIO E' BUONO? Mi spiego meglio: la bonta' che attribuiamo a Dio
collima forse con il concetto di bene che ci siamo costruito nel
cuore in tutti questi anni di sofferenza, per trasformarci da
prodotti di natura a prodotti di cultura quali noi siamo? Ma e'
forse possibile, che trasformarci da selvaggi a civili voglia
dire per noi aprire nuovi concetti di tolleranza, convivenza,
mutuo soccorso, fratellanza, bonta' e generosita' fino alla
privazione del se', quando ci siamo costruiti un concetto di un
Dio degli Eserciti che, quale vendetta per aver il popolo adorato
il Bue Api, disse a Mose': "Vai in mezzo alla tua gente e
colpisci un pò di qua e un pò di là , in modo al fine di far
soffrire un pò tutti a caso" ? Com'e' possibile che l'uomo
civile, nell'estremo tentativo di migliorarsi, si debba privare
dell'aggressivita' quando il Dio stesso, che aveva creato l'uomo
a sua immagine e somiglianza, non fa nulla per eliminare la
sofferenza fin dall'inizio della Storia? Infatti, se Dio puo'
eliminare la sofferenza e non lo fa, allora e' crudele; se vuole
eliminarla, ma non puo', allora e' impotente; se vuole e può, ma
non succede niente, allora non e' Lui l'essere supremo; come
prima per Zeus, anche sopra di Lui ce' il Fato, contro il quale
nulla si puo'. E si ritorna così all'antica questione
dell'essere e del divenire, la quale, attraverso i secoli, si e'
trasformata nella seguente domanada: Dio esiste? Questa domanda
ci fa cadere nel paradosso perverso della Filosofia Occidentale,
perche' se l'ateo accetta di discutere "se Dio c'è",
allora ne ammette l'esistenza dando così nuova linfa ai teologi,
ma se l'ateo non accetta di discuterne, non opponendovi
resistenza aumenta la forza degli avversari, i quali, quando sono
forti, tu stesso me lo insegni, diventano pericolosi. Ed ecco che
qui si fa largo la seconda scandalosa domanda: "Ma se Dio
esistesse però stesse da un'altra parte? Mi spiego meglio:
Immagina il tuo computer arrivato ad un punto cosi' evoluto di
pensiero da poter elaborare la metafora. Questo computer ha
dentro di se un Programma Windows 205 con alcune nuove funzioni,
la correzione automatica degli errori e l'elaborazione di nuove
strategie di pensiero, la costruizione automatica di altri
computer partendo da un pugno di silicio e, dopo questa
costruzione, la riproducibilita' di tanti altri Windows 206, 207,
208 e cosi' via. In pratica abbiamo concepito una nuova Creazione
con una nuova "Umanità" costituita da computer e
Windows riproducibili all'infinito. Bene, adesso dimmi, quando
Windows, da solo si chiedera' chi lo ha creato cosa si
rispondera'? Elaborando un miliardo di operazioni al secondo,
tutto il mondo da lui percepibile sarebbe statico come sembrano a
noi statiche le rocce e i movimenti dell'Universo, quando
pensera' al suo creatore lo potra' pensare solo nella sua
dimensione, creando così, a sua immagine e somiglianza, un
immenso Windows con proprieta' taumaturgiche, e quando si
chiedera' perche' il suo Dio, se lo può, non elimina il male che
c'e' nei programmi non puo' certo immaginare che noi osserviamo
il suo divenire non dall'interno di un monitor bensì da un'altra
dimensione. Noi abbiamo pensato il programma, ma poi non possiamo
piu' intervenire quando questo programma si sviluppa dentro la
dimensione di Windows. Mio Dio che sofferenza! come diceva il
filosofo: "e se il nostro Universo fosse racchiuso nel dente
di un immenso Drago?" Accidenti, mi sono spinto troppo
lontano. E' ora che io torni alla mia Simmenthal.
Peccato, perchè forse non leggero' mai la tua risposta; mi
piacerebbe conoscere la tua apprezzatissima opinione in
proposito. Ti abbraccio.
Di tutta questa questione, in fondo, non me ne frega niente,
perché, grazie a Dio, sono ateo.
Caro Aldo, Ti rispondo
incominciando dalla fine. Penso che la differenza fra credenti e
atei sia riducibile alla questione sulla intelligibilità del
pensiero e sulla sua comunicabilità. I credenti, non fidandosi
del tutto della ragione, seguono il consiglio di Leonardo quando
esorta a "incominciare dalla Sapienza e con quella
investigare la ragione", condividendo così il pensiero di
Wittgenstein sull'importanza dell'inesprimibile
"l'inesprimibile - ciò che mi appare pieno di mistero e che
non sono in grado di esprimere - costituisce, forse, lo sfondo
sul quale ciò che ho potuto esprimere acquista
significato". Gli atei, meno dubbiosi dei primi, si affidano
ai poteri taumaturgici, e secondo loro infallibili, forniti da un
sostantivo femminile (ragione) sul quale scaricano la
responsabilità di pensare. Questo modo diverso di affrontare il
problema dell'indicibilità dovrebbe spingere i credenti a
cambiare spesso i propri maestri e le proprie opinioni e gli atei
a gioire della propria incrollabile fede. Se ciò non avviene è
perché la scelta d'appartenere a una delle due tribù dipende
più dai condizionamenti sociali, culturali e antropologici
piuttosto che da un consapevole esercizio d'autocoscienza. Accade
così che vi siano credenti in adorazione di una statua e che non
pensano a ciò che la statua rappresenta, e atei, come Rilke,
inclini a fare della proria poesia il luogo dove la preghiera
ridiventa possibile. Rilke nell'ultima elegia Duinese affronta il
problema del dolore e della gioia come solo i grandi mistici
avevano fatto prima di lui: "..noi che sprechiamo i dolori,
/ Come li affrontiamo mentre essi tristi, durano, / a vedere se
finiscono, forse. E sono invece / la fronda del nostro inverno,
il nostro sempreverde cupo / uno dei
tempi dell'anno segreto, ma non solo / tempo, sono luogo, sede,
campo, suolo, dimora" - e più avanti - " Ma il morto
deve andare, e in silenzio / la Lamentazione anziana, lo conduce
alla gola della valle, / dove brilla, qualcosa al chiaro della
luna: / la fonte della gioia; con reverenza / la nomina, dice:
presso gli uomini / è un fiume di portata."
Poco importa che, leggendo questi versi, un credente riconosca
l'infinita Sapienza di Dio e un ateo capisca che per poter
arrivare alla felicità non bisogna sprecare l'insegnamento che
solo il dolore sa dare; l'essenziale è non mettere sullo stesso
piano, come fa Sofsky, i comportamenti di chi agisce per
abitudine e per paura con quelli elaborati da chi, con fatica,
attraverso l'autocoscienza, riesce a comprendere i segreti del
destino dell'uomo. Trovo ingenuo e sinceramente irrealistico
affermare come fa Sofsky che "ogni potere si basa in fondo
sull'arbitrio e sulla paura della morte, a prescindere dalle
forme degenerate dell'assolutismo o del totalitarismo",
penso invece che le civiltà che si sono ridotte a fondare il
proprio potere su questi presupposti siano destinate a decadere.
In quanto alla credenza di Sofsky che la "violenza è un
risultato dell'esperimento culturale perché la cultura è stata
inventata solo per esorcizzare gli istinti distruttivi" mi
sembra più materia per un cattivo teatro sperimentale che tema
per una discussione filosofica o scientifica, almeno che non si
voglia mettere sullo stesso piano la violenza presente nei testi
di Eschilo con quella del teatro di Artaud.
Sono usciti di Wolfang Sofsky: L'
ordine del terrore Il libro di Sofsky non è
solo il racconto sconvolgente dei campi di sterminio, confinabile nei limiti
della letteratura della memoria dell'Olocausto. E' anche la ricostruzione della
persecuzione sistematica delle vittime attraverso regole, abitudini, linguaggi,
violenza; del campo di concentramento come forma di potere assoluto che pervade
ogni aspetto della condizione umana, che trasforma gli individui in una massa
atomizzata, fino a quando il terrore sconvolge l'ordine del tempo e dello
spazio, trasforma il lavoro in tortura, distrugge l'identità, cancella il
confine tra la vita e la morte. Il
paradiso della crudeltà. Dodici saggi sul lato oscuro dell'uomo Se
nel suo studio precedente Sofsky avvalorava la tesi secondo cui la violenza è
connaturata all'uomo e l'ordine civile, lungi dall'eliminarla, ne modificava
semplicemente la forma, ora prende in considerazione fatti di straordinaria
violenza cui la cronaca ci ha abituato. Simili avvenimenti sono riconducibili a
un ventaglio di cause a tal punto ampio da indicare soltanto che la violenza
cieca non è legata ad alcun motivo particolare. Piuttosto essa è "un
processo di trasformazione sociale", dove la concatenazione degli eventi
supera l'orizzonte dei protagonisti. Saggio
sulla violenza L'
ordine del terrore. Il campo di concentramento Questo
libro intende descrivere e interpretare il funzionamento dei lager anche
attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e analizzare le forme di potere
che governavano la vita quotidiana nei campi, attraverso l'esercizio del terrore
organizzato. Tesi portante del saggio è il dimostrare come la logica del
terrore nei lager non sia una temporanea caduta nella barbarie, ma un esito
possibile della società moderna.
Opere di Leonardo da Vinci:
"Scritti scelti" Ed
Utet | "Scritti letterari" Ed Rizzoli | "Trattato sulla
pittura" Ed Newton Compton
Opere di Rilke:"Poesie (1895-1908)" Ed
Einaudi | "Poesie (1908-1926)" Ed Einaudi | "Poesie (1895-1908)" Ed Adelphi E-Mail | "Requiem e altre
poesie" Ed Mondadori | "Elegie duinesi" Ed
Rizzoli
"Quaderni di
Malte Laurids Brigge"
Ed Einaudi| "Quaderni di Malte Laurids Brigge" Ed Marcos Y Marcos
E-Mail
| "Requiem e altre
poesie" Ed Mondadori | "Diario fiorentino" Ed Rizzoli
| "Diari (1898-1900)" Ed Mursia E-Mail | "Diari (1898-1900)" Ed Mondadori | "Die letzten" Ed La Spiga | "Testamento"
Ed.Tea | "Storie del buon Dio"
Ed.Nuovi Equilibri |
Balthus.Rilke "Mitsou"
Ed. Archinto E-Mail | "Felicità bianca e altri racconti" Ed.Garzanti | "Vita di Maria" Ed Il Segno | "Wladimir il pittore di nuvole" Ed.
Studio Tesi | "Sonetti a Orfeo" Ed. Studio Tesi |
"Re Bohusch" Ed. Cens | "Lettere a un giovane
poeta" Ed. Studio Tesi | "Vita di Maria" Ed.
Studio Tesi | "Racconti" Ed Reverdito | "Libro d'
ore" Ed. La Tartaruga | "Alfiere" Ed Einaudi | "Sonetti a Orfeo" Ed. Studio Tesi |
"Lettere a Yvonne" Ed. Archinto E-Mail | "Re
Bohusch" Ed. Studio Tesi | "Storie del buon
Dio" Ed Adelphi E-Mail
Saggi su Rilke: Rilke e Lou Salomé "Il
visibile e l' invisibile" Ed. Skira | "Rilke a Capri.
Diari, racconti, conversazioni" Ed. La Conchiglia | Gobbi
Lorenzo "Elogio del frammento: Rilke,
Borges, Hesse etc."
Ed Il Segno | Lou Andreas - Salomé "L' incontro con Nietzsche, Rilke, Freud,
Ross Werner" L. 15.000 il
Mulino | Burckhardt Jacob
"Incontro con Rilke" Ed Sellerio |Giavotto
Kunkler Anna "Città del cielo e della
terra. Le elegie duinesi" di R. M. Rilke Ed. Marietti | Leppmann
Wolfgang "Rilke" EdRizzoli
Opere di Wittgenstein:
"Tractatus logico-philosophicus e Quaderni 1914-1916" Ed Einaudi
| "Ricerche filosofiche" Ed Einaudi | "Pensieri diversi" AdelphiE-Mail | "Lezioni 1930-1932" Adelphi
Saggi su Wittgenstein: Voltolini Alberto
"Guida alla lettura delle ' Ricerche filosofiche' di
Wittgenstein" Ed Laterza | Donatelli Piergiorgio
"Wittgenstein e l' etica" Ed Laterza | Bozzi Paolo "Commenti
ai paragrafi 1-29 delle ' Osservazioni sulla filosofia della
psicologia' di Wittgenstein" Ed Guerini
e Associati
| Perissinotto
Luigi "Wittgenstein. Una guida" Ed Feltrinelli | Pititto Rocco Fede
come passione. "Ludwig Wittgenstein e la religione" Ed San
Paolo Libri | Unia Albano Husserl,
"Wittgenstein e gli atti intenzionali" Ed Spirali | Malcolm Norman
"Ludwig Wittgenstein" Ed Bompiani | Wijdeveld Paul "Wittgenstein
architetto" Ed Electa
| Palmieri
Fulvio "Wittgenstein e la
grammatica" Ed Jaca Book | Bouveresse Jacques
"Filosofia, mitologia e pseudo-scienza. Wittgenstein lettore
di Freud "Ed Einaudi | Gargani Aldo "Introduzione
a Wittgenstein" Ed Laterza | "Wittgenstein e il
Novecento. "Tra filosofia e psicologia"Ed Donzelli | Di Caro Alessandro "Oltre
Wittgenstein" Ed Traneuropa | Piana Giovanni
"Interpretazione del ' Tractatus' di Wittgenstein"Ed Guerini
e Associati
| Heaton
John e Groves Judy "Wittgenstein" Ed Feltrinelli | Sini Carlo; Fabbrichesi Leo
Rossella "Variazioni sul foglio-mondo.
Peirce, Wittgenstein, la scrittura" Ed Hestia | Marini Sergio "Socrate
nel Novecento: Vailati, Schlick, Wittgenstein"Ed Vita e Pensiero E-Mail | Baccillieri Cristina
"Erba è veramente verde? Wittgenstein e la modalità della
certezza" Ed Donzelli
Vox Inside |
Indice Generale
NEXUS di Gnomiz
L'enciclopedia
di Gnomiz con i migliori siti in Rete
Se siete
qui, vi consigliamo i seguenti NEXUS-Argomenti
.
| Libri | Librerie on line | Biblioteche | Produttori
di Software | Contemporaneita' | Catalogo del Sofware | Le Riviste |Universita' | Scuola | Scuole on line
| Stampa Estera | Radio e Televisioni | Agenzie di Stampa | Musei | Arte | Fumetti | Storia | Storia Moderna
| Teatro | Spettacoli | Politica | Psicologia | Scienze | Musica Classica
| Musica Leggera | Cinema | Letteratura Greco-Latina | Letteratura Italiana | Letterature Straniere | Archeologia | Filosofia | Religioni |