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Vaticano 20 aprile, Joseph Ratzinger nell'omelia della sua prima messa come Papa rassicura i fedeli che temono il suo conservatorismo: impegno primario all'unità dei cristiani, attuazione del Concilio Vaticano II, prosecuzione del dialogo dei popoli avviato dai predecessori. Fra i molti apprezzamenti per la sua elezione si vengono a conoscere anche giudizi negativi. Hans Küng: "una grande delusione per tutti coloro che erano orientati verso una riforma della Chiesa"  Wolfgang Hube, presidente della Chiesa protestante tedesca: " Ratzinger ha minacciato altre organizzazioni religiose con un considerevole grado di esclusione e pregiudizio". Don Gino Rigoldi : «Il primo istinto non è stato di soddisfazione».  Bernd Goehring del gruppo ecumenico tedesco Kirche von Unten: "Consideriamo l'elezione di Ratzinger una catastrofe. E' molto preoccupante, anche se ampiamente previsto. Non ci saranno riforme da parte sua nei prossimi anni". Gianni Vattimo ''Ho letto delle sue cose che mi sembravano dogmaticamente molto equilibrate, meno sanguinarie di come uno se le immagina.  Dario Fo  «rappresenta la reazione ma speriamo che  possa cambiare, ora che è diventato Pontefice". Giovanni Sarubbi Direttore del Dialogo "Il nuovo Papa è dunque Joseph Ratzinger, colui che nei suoi 25 anni a capo dell’ex Sant’Uffizio ha decretato ben 148 anatemi verso altrettanti teologi, suore, preti, vescovi, espellendoli dalle università cattoliche o dalle loro diocesi, dai loro ordini religiosi o proibendo loro di proseguire nei loro ministeri." Marco Cappato: «Il Conclave ha scelto il più esposto portabandiera di una politica reazionaria e antiliberale».

Città del Vaticano 19 aprile, con sole quattro votazioni viene eletto papa Joseph Ratzinger con il nome di  Benedetto XVI. Prefetto del Sant'Uffizio Ratzinger è stato il principale critico delle scelte post conciliari che a suo parere  hanno annacquato la fede: "la nuova liturgia ha comportato una rottura nella storia della liturgia, le cui conseguenze potevano essere solo tragiche". Ratzinger ha affrontato con fermezza granitica le questioni del celibato dei preti, dell'ordinazione delle donne, degli anticoncezionali, dell'aborto, del divorzio, del dogma dell'infallibilità del Papa ma  sopratutto dell'inaccettabilità degli omosessuali: "i gay che ostentano non debbono lamentarsi se poi vengono fatti oggetto di attacchi e violenze." Acerrimo nemico del pensiero empirico del Galilei "la scienza deve sottostare a criteri morali" e di quello scientifico post eistaniano definito "dittatura del relativismo", Ratzinger ha rivalutato il pessimismo teologico tedesco dando ragione a Lutero quando dice che l'uomo deve spaventarsi riguardo a se stesso. Per finire il nuovo Papa nutre una grande avversione per qualsiasi spirito ecumenico "i seguaci delle altre religioni oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria". Definito da Leonardo Boff " lo sterminatore del futuro dell'ecumenismo" Ratzinger è molto apprezzato da Julian Carron, successore di don Giussani alla guida di Comunione e liberazione: "Insieme a tutta la Chiesa ci accompagniamo a lui, come ci ha chiesto, affidandoci a Maria che 'sta dalla nostra parte'".

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Benedetto XVI 
di Giovanni Colombo

Il pontificato di Benedetto XVI con tutta probabilità non sarà molto più lungo di quello di Benedetto XV (1914-1922).  Otto, dieci anni che però si preannunciano intensi perchè il nuovo papa non ci darà scampo: abbattete la dittatura del relativismo, scegliete Cristo,  è Lui la Verità.
Per un credente, che Cristo sia la Verità, la Verità che rende liberi (com'è scritto nel Vangelo di Giovanni), è fuori discussione. In discussione è il significato preciso di tale affermazione. Se ne discute da sempre ma  oggi più di ieri il dibattito  fa ondeggiare pericolosamente la barca di Pietro. Parlo per me. La Verità che  rende liberi non è la verità oggettiva, metafisica. Il Dio di Gesù Cristo non è  l'Essere supremo che fissa le leggi naturali  e i codici morali che nessun umano può toccare. Questo "Dio dei filosofi" per fortuna  è morto da tempo così come da tempo  è morta ogni verità assoluta scolpita nel marmo. La Verità che rende liberi è la verità dell'amore, della caritas.  Il Dio di Gesù Cristo si manifesta come la sola verità  che, nel corso del tempo, non può subire alcun logoramento - perché non è un enunciato scientifico bensì un appello pratico: amatevi come io vi ho amato, tutto il resto è vanità. Questo Dio per fortuna è ancora in circolazione.  Chiamato o non chiamato,  sta maturando nel cuore degli uomini e si  rivela laddove c'è dia-logo, incontri di discorsi, di interpretazioni che scaturiscono dall'interiorità  e che cercano evidenze etiche e regole comuni (sempre storiche, sempre mobili).
Con questa convinzione non mi rassegno a credere che il relativismo sia la fine del cristianesimo,  penso addirittura che si possa affrontare lieti e fiduciosi questo nostro tempo liquido e  post-metafisico. Quindi Ratzinger non l'avrei votato. Ora che è Benedetto XVI  l'ascolterò attentamente  (l'uomo è autentico, colto, brillante, scrive benissimo) ma continuerò a tifare affinché arrivi presto il turno per il mio preferito: papa Francesco I.

Giovanni Colombo
Presidente della  Rosa Bianca Consigliere comunale di Milano - indipendente Ds @ e-mail 

  
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